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Dettaglio dell'articolo: Le Donne ed il West.
| scritto in data 07/02/2005 |
Lo scenario umano che ha contribuito alla storia del West Americano è quanto mai vasto: svariate razze, identità nazionali, classi economiche, età e stili di vita hanno contribuito al mito della frontiera ed alla saga del west. Non è stato, in tutti i casi, un mondo solo ed esclusivamente mascolino. Le donne si sono dimostrate fondamentali in ogni aspetto della vita dell’ovest. Nella corsa verso l’ovest e negli insediamenti di frontiera le donne hanno affrontato diverse difficoltà e rischi. Donne pionieri quali MARY LAYCOCK CODY erano d’ottima educazione, ma dovettero abbandonare la carriera e la sicurezza economica per spostarsi all’ovest. Mary Cody, come molte altre, divenne responsabile della sopravvivenza economica della sua famiglia in seguito alla morte del marito. Altre donne come la ballerina JOSEPHINE MORLACCHI, rifiutarono la vita domestica e contribuirono a formare la cultura popolare del west. Josephine fu sulla scena teatrale di Texas Jack Omohundro. Molte furono le cantanti ed attrici che si dedicarono alla vita artistica, dal 1870. Più tardi molte di queste donne entrarono a far parte del famoso Wild West Show di Buffalo Bill, provette tiratrici ed amazzoni. ANNIE OAKLEY fu un mito in tutta la sua carriera: la sua dignità ed il suo carisma è impressionante già dalle immagini fotografiche e queste qualità aiutarono molto a cambiare l’opinione generale del pubblico riguardo alle donne nel ramo degli affari dello spettacolo. La vita romanzesca del west attirò certamente moltissimi e tra questi, molte ragazze. Lo Show Wild West ispirò anche molti giochi e giocattoli: ci fu la moda del lunch box ispirato ad Annie Oakley. Le donne erano anche iconografia favorita di poster: erano ritratte a cavallo o con il lazzo. Sia nei ranch sia nelle piccole cittadine, donne ed uomini erano partner nella vita economica e sociale. Donne come FRANCES LANE e CAROLINE LOCKART oppure SYBYL WILSON furono donne di gran rilievo: molti oggetti a loro appartenuti sono oggi esposti al Buffalo Bill Museum di Cody, nel Wyoming. Gioielli, accessori e beni di famiglia, così come vestiti dell’epoca appartenuti a queste donne ed alle loro figlie mostrano l’influenza che donne quali LOUISA FREDERICI CODY ebbero nei costumi, nella moda, nella politica. Il vestito a lutto della vedova di Buffalo Bill racconta i sacrifici personali ai quali andò incontro la Signora Cody. La destrezza delle donne del west nell’uso delle armi da fuoco, è rinomato grazie ad ANNE OAKLEY. Ma anche PHOEBE ANN MOSES, che poi divenne BURLER, guadagnò fama cacciando nell’Ohio; poi adottò il nome – non a caso – d’Annie Oakley nel 1876 ed unitamente al marito si unì allo shooting show all’età di 16 anni. Otto anni più tardi la copia seguì il Wild West Show di Buffalo Bill, ove la donna rimase per oltre 15 anni una delle attrazioni principali. La reputazione internazionale d’ANNIE OAKLEY quale provetta tiratrice produsse grandi imitatrici. All’epoca, molte raffigurazioni mostrano gruppi di donne che presero ispirazione da Anne a dal suo fucile Marlin M1893 oppure da CALAMITY JANE. Le donne pioniere erano abilissime con le armi da fuoco quanto Anne o Calamity, ma certamente non così famose. Il Winchester M1894 era usato da IRMA CODY, figlia di Buffalo Bill, mentre il Savage M1899 era usato da WYNONA THOMPSON, un’altra donna del west. La difesa era una necessità così come la caccia, non più esclusivo dominio maschile. Ricordiamo donne cacciatrici quali ETHEL DAY, che ricevette da un ammiratore un fucile in omaggio. La Day cacciava sugli Aidirondacks dello Stato di New York e divenne grande cacciatrice. Anche ELEANOR O’CONNOR del territorio di Yukon, cacciò un cervo enorme tanto da diventare trofeo esposto al Boone & Crockett Hunting Lodge. La Winchester Repeating Arms Company sponsorizzò donne abili nell’uso delle armi, con lo scopo di promuovere i prodotti aziendali. Fu il caso di Mrs. PLINKIE TOPPERWEIN e del marito Adolph, che girarono in lungo ed in largo gli Stati Uniti. La pubblicità della armi da fuoco fece ampio uso di immagini femminili nell’uso ricreativo delle armi nel periodo tra il 1895 ed il 1920. Verso la fine del 19simo secolo, il fenomeno delle donne coinvolte nelle competizioni sportive generò la nascita di club sociali. Sempre la Winchester, lanciò i Winchester Junior Rifle Corps, un club che incoraggiava la sportività, il patriottismo e l’abilità nel tiro. Fu fondato nel 1917 e fu aperto sia a ragazzi sia a ragazze. Il giornalino del club spesso dedicava articoli alle donne che eccellevano nelle competizioni. Nelle competizioni si usavano i fucili calibro 22 che la Winchester aveva iniziato a produrre. Benchè le donne si vestissero occasionalmente da uomini o lottassero a fianco degli uomini – come nella Guerra Civile Americana – la loro partecipazione negli episodi bellici si concentrò per lo più nell’industria bellica, soprattutto nella produzione delle munizioni. Questo è il caso, sia a Nord sia a Sud, della maggior parte delle impiegate degli arsenali ove si producevano cartucce. Questo lavoro pericoloso spesso portava a vere tragedie come la morte di molte donne in famosi arsenali Americani durante gli anni 1862, 1863 e 1864. Nonostante questi disastri, le donne continuarono il servizio nelle industrie d’ordinanza durante tutto il periodo della guerra. Le loro capacità furono sfruttate nella produzione delle munizioni anche dopo il periodo bellico, come mostrano documenti storici della ditta Winchester. Anche tra i Nativi Americani le donne furono riconosciute per la loro forza, abilità e per il contributo apportato nel creare e mantenere la cultura delle praterie. Per gli Indiani delle Praterie la famiglia è d’importanza prioritaria e, sia nel passato sia nel presente, le famiglie hanno lavorato insieme per provvedere alle diverse necessità quotidiane della vita. Sia uomini sia donne hanno ricoperto ruoli importanti all’interno della società Indiana. Per la maggior parte gli oggetti che oggi vediamo in mostra nei diversi musei dedicati ai Nativi delle Praterie, sono stati forgiati dalle donne. Nella tradizione della caccia al bisonte tipica dei nativi delle praterie, i Sioux forgiavano manufatti ricavati con ogni parte dell’animale, trattata dalle donne e resa successivamente duttile e pronta per creare mocassini, selle, vestiti, ciotole, utensili domestici. L’importanza del cavallo divenne fondamentale nella caccia al bisonte tra il 18simo ed il 19simo secolo. Le donne Crow tradizionalmente decoravano i loro cavalli con selle, redini e staffe decorati con perline. Oggi continua la tradizione durante le grandi parate ed i raduni. Le donne si premuravano di preparare gli spostamenti degli accampamenti, seguendo le tracce delle mandrie di bisonti: i tepee erano smontati, gli averi impacchettati ed ogni cosa caricata su traini da legare ai cavalli. Una volta nel nuovo accampamento, sempre la donna badava a ristabilire il campo. Inoltre, le donne native preparavano il cibo per la tribù, ma molto del tempo era impiegato nel creare utensili utili nella vita quotidiana: forgiare, tingere le pelli, decorare parafrecce e parabracci. Abilissime nel costruire le culle-zaini per i neonati, per proteggerli durante gli spostamenti ed i viaggi. Nella Ghost Dance della tribù degli Arapaho meridionali, i vestiti rappresentano la vita spirituale della donna indiana. Come l’uomo, la donna aveva ruoli definiti in materia religiosa. I vestiti indossati durante la Ghost Dance, intorno al 1890 – durante il periodo del Movimento dei Nativi - sono segni di potere ma anche d’arte. Arte anche i disegni che hanno decorato i tepee sia all’interno sia all’esterno: le donne traducevano i sogni degli uomini. L’abilità nel forgiare indumenti, nel decorare e ricamare con perline e nel tagliare e modellare i mocassini, diede sostentamento durante i primi anni di vita nelle riserve poiché le donne riuscirono a vendere i lavori in cambio di soldi o di mercanzia. Le donne sono sempre state orgogliose dei costumi creati per le proprie famiglie, poiché danno identità ad ogni tribù, distinguendole: Sioux, Kiowa, Crow etc. Le donne continuano ad eccellere nelle arti tradizionali, nella pittura e nella scultura. Il design, il lavoro con le perline sulle vesti dei Salish – ad esempio – oppure gli oggetti nativi, i quilt a stella, esemplificano la capacità e le doti artistiche delle donne native. Ed infine, parlando di West, anche gli artisti e le artiste del passato e contemporanei contribuiscono a rendere vivace la vita culturale ad artistica dell’ovest. ROSA BONHEUR visse dal 1822 al 1899 e dipinse uno dei ritratti più famosi di Buffalo Bill. Nelle sue immagini e raffigurazioni anche donne, benchè non così numerose come gli uomini. Raramente le donne ricevettero insegnamenti artistici ed il training necessario per diventare professioniste. Questa donna francese fu un’eccezione, poiché figlia d’arte che ebbe il sostegno della famiglia per i diritti della donna. Per Rosa Bonheur, Buffalo Bill incarna la libertà e l’indipendenza degli Stati Uniti. L’artista uomo CHARLES BIRD KING morì nel 1862 e dipinse Hayne Hudjihini nel 1837, una donna nativa. Questo ritratto fu uno degli otto ad essere inserito nella pubblicazione History of the Indian Tribes of North America. Gli altri ritratti si riferivano a 111 uomini! Agli inizi del 19simo secolo, quando gli Indiani fecero la visita ufficiale a Washington D.C. un rappresentante governativo commissionò i ritratti. Gli uomini furono considerati i capi delle tribù indiane, cosicché furono commemorati nei dipinti e nei tre volumi che furono poi prodotti. Hayne Hudjihini accompagnava il marito, il Capo Oto, Shaumonekusse, che la volle inclusa nei ritratti. La biografia stampata con il suo ritratto rivela l’atteggiamento dell’epoca nei confronti delle donne: "Ci dispiace affermare che abbiamo poco da dire sulla donna di questo bel ritratto. Come molte altre belle donne, il suo volto fu probabilmente il suo tesoro principale." William Tylee Ranney è un altro artista uomo che visse fino al 1857. Nella sua narrativa del movimento di frontiera, la rappresentazione della madre con la figlia raffigura la promessa del futuro per i pionieri Inglesi. L’artista ha ritratto l’uomo con modo più partecipi e più attivi, mentre da e prende consigli. N.C.Wyeth morì nel 1945 e le sue rappresentazioni drammatiche mostrano una donna attiva, la cui natura avventurosa caratterizza uno spirito indipendente. Agli inizi del ventesimo secolo, quando la donna assunse un ruolo nuovo nel lavoro, nell’educazione e nel movimento sociale, dell’arte e della letteratura, divenne parte integrante dei dipinti, nei quali diviene esperta cavallerizza, grazie allo spirito di donna energica. GERTRUDE VANDERBILT WHITNEY fu la donna che creò il primo prodotto artistico acquistato dal Museo di Buffalo Bill a Cody. Si trattava del monumentale bronzo di Buffalo Bill. Gertrude Vandelbilt, di famiglia benestante, ebbe sufficienti risorse finanziarie per perseguire il proprio interesse nell’arte e fu anche promotrice d’arte in America. Per SALLY JAMES FARNHAM, interessata di scultura, era essenziale avere accesso ad una fonderia di bronzo. Grazie al marito che era designer per Tiffany and Company, Sally ottenne la sua entratura; conosceva anche Frederic Remington che la incoraggiò molto e la ispirò nell’interpretare il tema del cavallo che sgroppa. DONNA HOWELL-SICKLES – un’artista contemporanea – si unisce al numero di donne artiste, una delle tante che ha scelto il tema della cowgirl quale figura ideale: attiva, di successo ed anche alla moda. AUDREY ROLL-PREISSLER applica invece doti di humor nel ritrarre uomini cowboy o semplicemente figure maschili del West.
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