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Eventi

02 feb

Mardi Gras a New Orleans

By ThemaNuoviMondi

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Il Mardi Gras, Martedì Grasso o “Fat Tuesday”, è l’ultimo giorno del Carnevale e cade sempre nel giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri, il primo giorno di Quaresima. E’ tipicamente celebrato a New Orleans, città perlopiù cattolica, generando un impatto economico pari ad un miliardo di dollari. La maggior parte dei visitatori giunge a New Orleans il venerdì per poter sfruttare un weekend intero di festività. L’elemento più importante del Carnevale di New Orleans sono le numerose parate organizzate dalle Kreve. Se ne stimano oltre una sessantina, dai nomi più stravaganti, iniziate già il 6 Gennaio e si tengono nei diversi quartieri della città. Il clima può essere molto freddo oppure caldissimo: talvolta cambia da un estremo all’altro nel corso della stessa giornata. Nel 2019 Il Mardi Gras si festeggia il 5 Marzo .

Le Parade Krewe hanno una propria storia ed un tema portante; alcune esistono da decenni, altre sono più recenti. Sono private, organizzazioni non-profit  i cui soci tutto l’anno organizzano il tema della parata, i costumi ed i ninnoli da lanciare alla folla. Ogni Carnival Club è in sostanza finanziato dai propri soci, supportando le proprie  krewe con offerte, vendita di souvenir e raccolta di fondi.

Louisiana-Mardi-Gras-GeneralDobloni, perline, tazze ed altro ancora sono i tradizionali ninnoli  lanciati dai carri alla folla festante: tradizione nata nel 1870 grazie ai Twelfth Night Revelers, ed ancora oggi attesa da tutti. La prima parata del Mardi Gras si tenne a New Orleans il 24 Febbraio, 1857 con la Krewe of Comus presentando una parata con carri mascherati, seguita da un ballo della Krewe e dei propri ospiti. Le Krewe locali offrono quello che si definisce “Il Più Grande Spettacolo Gratuito esistente sulla Terra”. Ma molte Krewe non sfilano nel French Quarter bensì in altri quartieri cittadini, ove la genuinità della tradizione si conserva con marce di bande, musica dovunque, ninnoli lanciati in aria, dobloni e collanine. Contrariamente alla percezione comune, il  Mardi Gras è una celebrazione per la famiglia. I luoghi migliori per assistere alle parate è dove iniziano sulla St. Charles Avenue accanto a Napoleone. La porzione della St.Charles –  Garden District – è adatta alle famiglie, ove ci si diverte anche con  picnic, giocando a palla o riposandosi sotto le grandi querce. I tram in questa zona si fermano durante il Mardi Gras.

Sono pochi gli alberghi con balconi lungo la strade ove sfilano le parate: ma queste camere sono prenotate con largo anticipo, anni addirittura, da corporazioni.

Il fine settimana che anticipa il Martedì Grasso è quello più importante, quando due tra le maggiori parateBacchus ed Endymion – sfilano lungo le strade affollate di New Orleans. Folle immense s’accalcano il sabato e la domenica, poi il lunedì, Lundi Gras sfilano altre grandi parate: Orpheus, la notte del lunedì e Zulu Lundi Gras che è una festa tutto il giorno. Durante il martedì grasso si passeggia nel  French Quarter e s’ammirano costumi e maschere. I colori del Mardi Gras furono scelti da Rex – il Re – nel 1872, in onore della visita del Gran Duca di Russia, Alexis Alexandrovich Romanoff. La Rex Parade del 1892 col tema “Symbolism of Colors” confermò i significati simbolici: il viola per la giustizia, il verde per la fede e l’oro per il potere. http://www.mardigrasneworleans.com/

 

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26 gen

“Lifting” per il Mount Rushmore National Memorial

By ThemaNuoviMondi

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Lifting per il memoriale dei 4 Presidenti nelle Black Hills del South Dakota

Ci sono incredibili aggiornamenti che coinvolgono il Mount Rushmore National Memorial, il memoriale in South Dakota che inneggia agli Stati Uniti d’America. I maestosi volti di George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt ed Abraham Lincoln sono circondati dalla bellezza delle Black Hills e narrano la storia della nascita, crescita e sviluppo del paese. I lavori – infatti –  dureranno 18 mesi, benchè il memoriale rimanga aperto ai visitatori per l’intera durata della riqualificazione. L’immensa scultura granitica che gli americani definiscono Shrine of Democracy di avvantaggerà di cambiamenti nella logistica dell’attrazione e nell’efficienza energetica, servizi considerati essenziali per rendere sostenibili gli spazi del memoriale negli anni futuri. I miglioramenti inizieranno con il Lincoln Borglum Visitor Center – nuovo tetto, scale ed ascensore, nuovi toilette, tubature, riscaldamento, ventilazione e sistema di raffreddamento – e con la pavimentazione della passeggiata sulla spianata, Avenue of Flags, con nuove lastre decorative, l’ampliamento della spianata, nuovi pennoni per le bandiere degli Stati e dei Territori USA con un cambiamento di allineamento delle bandiere per consentire il fluire e la circolazione dei visitatori, sostenendo anche l’accessibilità per i diversamente abili, oltre ad enfatizzare al massimo la panoramica della scultura. La usuale cerimonia d’illuminazione nelle serate estive  continuerà durante i lavori.

MountRushmore12_SDQuesti lavori si svolgeranno in due fasi.  Il progetto di rinnovo e restauro verrà terminato nella primavera del 2020, garantendo comunque a milioni di visitatori al Mount Rushmore una bella visita a questa incredibile attrattiva incastonata tra le montagne carsiche delle Black Hills. Una lista delle 10 cose Top da non mancare così come le zone maggiormente preferite per uno scatto fotografico (selfie!) sono i validi suggerimenti che vengono forniti per l’occasione.

 Le 10 cose da fare a Mount Rushmore nel 2019:

  1. Visitare lo studio dello scultore Borglum ed apprendere di più sulla visione della scultura nella roccia. Scoprire la storia del parco all’Information Center.
  2. Fare una camminata sul Presidential Trail. Esplorare il patrimonio Lakota, Nakota e Dakota presso la terrazza Borglum View.
  3. Fare una foto della scultura da varie uniche angolazioni: dal Carver’s Marketplace, dalla Borglum View Terrace e dallo Studio dell’artista.
  4. Partecipare alla Cerimonia Serale d’Illuminazione che si svolge ogni sera d’estate e provare un’esperienza totalmente unica.
  5. Lanciarsi in una caccia al proprio tesoro nello shop per un ricordo longevo della visita al Mount Rushmore.
  6. Trovare un libro oppure un ricordo nella libreria del Mount Rushmore, presso l’Information Center o nello Studio dello Scultore.
  7. Diventare un Junior Ranger ufficiale partecipando nella versione cartacea o digitale del Junior Ranger Program. Ovviamente questo è un programma per i bambini ed i ragazzi.
  8. Noleggiare un tour multimediale o audio per apprendere molto di più sulla scultura e sulla sua storia.
  9. Approfittare dell’incommensurabile conoscenza del Ranger del parco del memoriale, unendosi ad una passeggiata o ad una presentazione.
  10. Godetevi un cono gelato Thomas Jefferson dal Carver’s Marketplace, che si basa sulla vera prima ricetta storica di gelato degli Stati Uniti!

INFO: The Great American West – Italiahttps://greatamericanwest.it/

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18 gen

A Springfield il primo Casinò MGM del Massachusetts

By ThemaNuoviMondi

A SprPrintingfield il primo Casinò MGM del Massachusetts

Springfield è una cittadina del Western Massachusetts con il vanto d’essere città natale del basketball tanto che il dizionario American-English di Merriam Webster le affibia il soprannome di “City of Firsts”. La città celebra il suo passato con il Naismith Memorial Basketball Hall of Fame e The Amazing World of Dr. Seuss Museum, aperto nel 2017. Maggiore centro urbano nell’ovest dello stato, a 130 km ad ovest di Boston con accesso all’autostrada 91 ed alla Massachusetts Pike: il Bradley International Airport di Hartford, Connecticut, è a soli 20 minuti d’auto. La Union Station, servita dalle ferrovie Amtrak, è stata recentemente restaurata.  Springfield fa parte del “Knowledge Corridor” che conta 32 università e college, inclusi Amherst College, Smith College, Mount Holyoke College, e la University of Massachusetts Amherst. La cittadina  offre un parco di divertimenti per bambini Six Flags New England, mentre  Yankee Candle Village è il negozio originale della mitiche candele con oltre 200 fragranze a  Deerfield. MGM è stata attirata da Springfield per la vicinanza ad una varietà di sistemi di trasporto.

L’apertura del nuovo MGM Springfield a fine agosto offre un polo di intrattenimenti, ristorazione ed ospitalità all’intera regione: un complesso di 18 mila mq. con casinò, albergo, spa, cinema e negozi. Il casinò dispone di 2,550 slot, 120 tavoli da gioco una sala poker con 23 tavoli. Per la ristorazione gli chef Michael Mina e Meghan Gill – vincitori della 14° stagione di Hell’s Kitchen – gestiscono i ristoranti. Oltre ad una steakhouse c’è il South End Market per uno spuntino veloce e tipico ad esempio al Jack’s Lobster Shack per un buon astice. Il Tap Sports Bar offre 10 piste da bowling. Lo chef Mina aprirà anche Cal Mare, ristorante di cucina italiana. Mina ha ristoranri nelle grandi città: Las Vegas, San Francisco e Boston.

Il resort offre una navetta gratuita che effettua diverse fermate ai vari musei ed attrattive del downtown Springfield. MGM ha anche stretto un partnariato con gli Springfield Museums – una collezione di cinque musei in città – per poter esibire alcuni pezzi all’interno del resort. Il “Cabinet of Curiosities: Springfield Innovations from the Springfield Museums” espone – infatti – oggetti quali  una telescrivente Edison Western Union del 1925, un telegrafo fatto a Springfield nel 1915 ed un fonografo Edison del 1895. MGM ha anche impostato un design molto diverso da altre strutture come quelle di Las Vegas, prediligendo temi storici ed usufruendo di strutture uniche già esistenti quali la First Congressional Church, la Massachusetts National Guard Armory ed il Chandler Union Hotel inglobate nei cinque ettari di proprietà. Il campus si presenta in maniera originale tanto che il Chandler Union Hotel – ad esempio – è stato convertito nel Gill’s The Chandler Steakhouse e l’Armeria del 19° secolo è oggi il cuore di una piazza esterna, che richiama il tipico centro cittadino del New England. Capace di ospitare eventi, i farmers market dei weekend ed intrattenimenti stagionali come la pista di pattinaggio su ghiaccio d’inverno. All’interno l’alone storico rimane il tema principale con un decorazioni d’antiquariato e pezzi vintage: la lobby presenta una libreria antica con veri e propri libri e la moquette si rifà a temi storici della zona.

L’albergo conta 250 camere e suite. Ci sono tre bar e lounge ed oltre 3000 mq di spazi per meeting e convention. Tra i negozi anche il marchio Indian Motorcycle con accessori della famosa moto nata a Springfield.

MGM in partnership con il centro d’intrattenimenti Mass Mutual Center con 8.000 posti a sedere e la Symphony Hall con 2.500 posti può lanciare grandi serate e spettacoli. Per il 30 Aprile 2019 la tournè di Cher, Here We Go Again con biglietti già in vendita dal 14 Settembre.

MGM Resorts International ha l’abilità di diffondere la sua magia di Las Vegas in altre zone degli USA. MGM gestisce 13 casino resort sul Vegas Strip, incluso Bellagio, Mandalay Bay e Luxor. L’azienda d’ospitalità ed intrattenimento gestisce anche MGM National Harbor nel Maryland, MGM Grand Detroit, Borgata Hotel Casino and Spa ad Atlantic City, Beau Rivage Biloxi and Gold Strike Casino Resort a Tunica, Mississippi.

Massachusetts Office of Travel & Tourism Italia

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10 gen

Il National Memorial for Peace and Justice a Montgomery, AL

By ThemaNuoviMondi

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A Montgomery un nuovo memoriale ed un museo riscrivono la storia americana

A Montgomery,  Alabama la storia é pesante, ha un impatto immediato ed é ovunque. La storia in questa città tipica del Sud é strettamente legata alla schiavitù ed alle sue conseguenze nel tempo. Proprio a Montgomery un giovane Martin Luther King, Jr. insieme ad altri attivisti pianificò negli anni 1955-56 il famoso Montgomery Bus Boycott, dalla cantina della  Dexter Avenue Baptist Church. Sulla stessa strada i commercianti di schiavi un tempo vendevano donne, uomini e bambini in un movimentato deposito di schiavi.

Sempre a Montgomery c’é il Rosa Parks Museum, il Civil Rights Memorial al Southern Poverty Law Center e numerosi murales che commemorano i trionfi del Civil Rights Movement, il Movimento dei Diritti Civili. Tutto questo di fronte all’ Alabama River ove un tempo gli schiavisti scaricavano gente per essere venduta, mentre oggi chi ama la musica o i tifosi del baseball possono godersi un concerto dal vivo o una partita.

Nat. Memorial for Peace and JusticeFino agli anni ’90 si prestava veramente poca attenzione al retaggio storico doloroso di Montgomery con il suo passato di schiavitù e razzismo, benché la città oggi promuova il Civil Rights Trail con edifici e luoghi associati alla schiavitù tanto che il New York Times ha dichiarato la città meta Top 2018. Oggi Montgomery aggiunge al suo tessuto urbano culturale il National Memorial for Peace and  Justice, informalmente conosciuto come National Lynching Memorial (il Memoriale Nazionale del Linciaggio),  che commemora le vittime di linciaggio negli Stati Uniti per riconoscere il passato di terrorismo razziale e creare giustizia sociale. Fondato da Equal Justice Initiative, é stato inaugurato nel 2018 nel centro cittadino, costruito accanto al luogo ove gli schiavi africani venivano battuti all’asta nel mercato degli schiavi.  Chi lo visita ammira la scultura dell’artista del Ghana, Kwame Akoto-Bamfo all’entrata del memoriale. Due nuovi luoghi d’incontro — The National Memorial for Peace and Justice ed il The Legacy Museum: From Enslavement to Mass Incarceration — narrano la storia in questa città in maniera più completa. Il memoriale – infatti – cattura la brutalità ed il livello di linciaggio esistente nel Sud, poiché oltre 4000 uomini, donne e bambini di colore morirono per mano di poliziotti bianchi tra il  1877 ed il 1950 per infrazioni  considerate tali. General Lee fu linciato nel 1904 per aver bussato alla porta di una donna bianca a Reevesville nel South Carolina. Jeff Brown nel 1916 per aver urtato accidentalmente una donna bianca nel prendere al volo un treno a Cedarbluff in Mississippi. Sam Cates nel 1917 per aver dato noia a ragazze bianche ad England in Arkansas e Jesse Thornton nel 1940 per aver mancato di rivolgersi ad un poliziotto con  l’appellativo di “Mister” a Luverne in Alabama.

Il National Memorial for Peace and Justice é un luogo solenne ove può iniziare il procedimento del dare identità, del rivendicare e del guarire alla ricerca di verità e di riconciliazione, similmente a quanto successo con l’Olocausto in Germania, il genocidio in Rwanda e l’ apartheid in Sud Africa. Il memoriale disposto su 2,5 ettari di terreno mette in primo piano la schiavitù: la scultura di Kwame Akoto-Bamfo, che raffigura una madre con al collo una catena ed un neonato tra le braccia, trasmette tutto l’orrore dal quale non può sfuggire. Su una collina che si affaccia sulla scultura si vede la piazza del memoriale con oltre 800 lastre d’acciaio che rappresentano ogni contea ove si perpetuò un linciaggio  e la lista dei nomi delle gente che nessuno evidentemente fino ad oggi conosceva. Il Legacy Museum: From Ensalvement to Mass Incerceration é abbinato ed estende la narrazione dalla schiavitù alle incarcerazioni di massa odierne, sottolineando che la teoria della schiavitù non é stata abolita, ovvero che i neri sono inferiori ai bianchi. Non sono – infatti – famigliari i vari dettagliati modi con i quali il razzismo tocca ogni singolo aspetto della vita. Un’ordinanza del 1952 a Montgomery rendeva illegale per una persona di colore giocare con un bianco a carte, domino e scacchi; il giovo del biliardo interrazziale era considerato ugualmente illegale. Anche ad Atlanta nel 1942 era illegale che la squadra di colore di baseball giocasse accanto al campo dedicato alla razza bianca. Le esposizioni nel museo che si estende su oltre 1000 mq includono storia orale, materiali d’archivio e tecnologia interattiva.

 Info : TravelSouth USA Italia

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08 dic

Al cinema il primo science road movie “Dinosaurs” girato nel Great American West

By ThemaNuoviMondi

logo GAWNelle sale italiane solo il 10-11-12 Dicembre il primo science road movie DINOSAURS, realizzato da Magnitudo Film.

DINOSAURS è un documentario scientifico che racconta i retroscena legati ai più recenti ritrovamenti dei dinosauri, un vero e proprio road movie che porta lo spettatore alla scoperta dei luoghi misteriosi che hanno ospitato e ospitano tutt’ora i resti  di queste misteriose creature. E’ un viaggio emozionante raccontato attraverso immagini in 8K girate in Italia, Svizzera, Francia e USA.Dinosaurs Le scene in USA sono state girate tra South Dakota e Wyoming e hanno visto la partecipazione di importanti scienziati ed istituti paleontologici come il Black Hills Institute of Geological Research diretto da Peter Larson e Uwe Krautworst, paleontologo impegnato sul campo nei ranch di Kaycee (Wyoming) dove sta portando alla luce un giacimento fossilifero con grandi carnivori.

Il Black Hills Institute of Geological Research del South Dakota  apre i battenti per mostrare gli esemplari più completi mai ritrovati fino a oggi. Il direttore Peter Larson spiega l’importanza del continuare a scavare e la relazione tra la grande estinzione e noi. In Wyoming l’indagine ha portato ai campi di scavo spesso tenuti segreti dai paleontologi, questo per mantenere nascosta  fino all’ultimo la scoperta e per approfondire e studiare con calma quella che potrebbe essere la rivelazione più importante della storia della paleontologia.

Info e biglietti nonché un piccolo assaggio di ciò che si vedrà al cinema sono disponibili nella home page del  sito ufficiale di Magnitudo Film .

DINOSAURS è il secondo appuntamento della stagione “L’arte al cinema” distribuita nei migliori cinema italiani da Magnitudo con Chili, azienda Europea che opera nell’ambito dell’Entertainment.

Il regista e produttore Francesco Invernizzi, ha saputo ricostruire il  viaggio che affrontano i resti di queste creature straordinarie, dal ritrovamento nelle aree più remote del mondo ai laboratori dei più grandi paleontologi e scienziati, fino alle gallerie più esclusive e case d’asta.

La sceneggiatura invece è stata affidata a Stefano Paolo Giussani, giornalista e autore di documentari di carattere umanistico, scientifico, storico e geografico, che ha collaborato con The Great American West-Italia   per la realizzazione di questo importante docufilm.

MAGNITUDO FILM è la casa di produzione cinematografica milanese, fondata nel 2011 da Francesco Invernizzi e Aline Bardella, che ha ridefinito lo standard della divulgazione culturale in Italia e nel mondo attraverso i film d’arte. Fin dalla sua nascita, racconta il patrimonio artistico al grande pubblico con la massima definizione disponibile sul mercato, 3D, 4K e ora in 8K, affiancando alla tradizionale composizione cinematografica della troupe, strumenti di ripresa e tecnologia di altissima qualità e tecnici in grado di configurarla e applicarla al meglio, adattandola di volta in volta ai contenuti. Per ogni titolo proposto, Magnitudo Film coinvolge e si affianca a scienziati e studiosi universalmente riconosciuti come i maggiori esperti. Grazie al know-how e all’esperienza maturati in anni di presenza sul mercato di produzione e di contenuti ad alto contenuto tecnologico ed innovativo, Magnitudo Film inaugura ora con Dinosaurs un nuovo filone di science movie.

 The Great American West é il marchio rappresentativo del marketing internazionale di Idaho, Montana, North Dakota, South Dakota e Wyoming. Collettivamente il gruppo si promuove sia all’industria del turismo (Tour Operator, Agenzie di Viaggi etc) che al consumatore tramite campagne pubblicitarie e relazioni pubbliche. Individualmente ogni ufficio del turismo lavora con i propri partner locali per aumentare la conoscenza dei propri territori e della regione nella sua interezza, tramite promozioni di prodotti turistici e di mete di viaggio. The Great American West ha un contratto con Rocky Mountain International nel coordinamento degli sforzi coesi in sette mercati internazionali: Regno Unito, Germania, Australia, Francia, Italia, Benelux e Paesi Scandinavi.

INFO: The Great American West – Italia – https://greatamericanwest.it/

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05 dic

PROVINCETOWN, Cape Cod: meta per ogni momento dell’anno

By ThemaNuoviMondi

PrintProvincetown o più semplicemente P-town: alla fine della terra, dove inizia il mare. Un luogo con la sua vitalità, i suoi brividi ed una vivacità estiva che non ha rivali in tutta Cape Cod. Dopo Labor Day sembra calmarsi, ma val sempre la pena farci un salto con la Bay State Cruise Company o in auto. Ptown é perfetta per un po’ di romanticismo, per una fuga invernale. Sono così tanti gli intimi Inn caratteristici da avere l’imbarazzo della scelta. Numerosi anche i ristoranti con la classica cucina del New England, splendide le vedute sul mare, sul faro e sulle dune di sabbia. Provincetown ha tutto per regalare relax e staccare dalla frenesia!

PTown fu la prima vera sosta dei Padri Pellegrini giunti dal Vecchio Mondo: indossate un capo caldo e comodo e fate una camminata al molo West End. Qui visitate il Pilgrim Park che commemora il primo sbarco dei pellegrini nel Nuovo Mondo. Nel 2020 Provincetwon celebrerà il 400 anni d’Anniversario –  Provincetown 400 – di quest’importante episodio storico.

Il Pilgrim Monument & Provincetown Museum è il monumento della città terminato nel 1910 (e dedicato al Presidente Taft) che conviene visitare salendo fin sulla cima per cogliere una spettacolare vista del porto e dei dintorni, con le spiagge, le belle case di lusso e la gente che cammina sulla Commercial Street godendosi il buon tempo. Il museo è una deliziosa collezione di reperti: dal bric-a-brac con le reti da pesca dei pescatori locali, alle cartoline d’epoca che documentano il passato della cittadina. Una galleria con esposizioni che s’alternano vale la visita così come il gift shop che con i vari souvenir.

PTown By Foot è un’organizzazione che sotto la direzione di Rob Anderson – artista e storico dell’architettura – narra vicende che includono la ricca tradizione teatrale della cittadina, delle riflessioni fatte sul lungomare e di altro ancora.

Nel 1921 fu fondata l’organizzazione Provincetown Art Association and Museum, luogo piacevole per trascorrevi alcune ore con alcuni pezzi d’arte contemporanea tra i migliori del Massachusetts. Fu creata per “coltivare la pratica e l’apprezzamento di tutti i settori delle belle arti”. Chi ama l’ambiente ne apprezzerà l’edificio certificato LEED, ed ognuno amerà la rotazione delle mostre che espongono artisti internazionale e locali molto conosciuti che lavorano con vari mezzi d’espressione. Il visitatore può consultare anche la serie di workshop ed altri eventi speciali che vengono organizzati.

Anche Fine Arts Work Center e Water’s Art Cinema sono aperti con la programmazione. Il Water’s Edge Cinema fa parte della Provincetown Film Society, un’organizzazione non-profit la cui missione è di diffondere l’arte cinematografica a Provincetown. Godersi un bel film é al contempo supportare l’arte cinematografica a Provincetown. Questa grandiosa organizzazione artistica gestisce ogni anno il Provincetown International Film Festival ed il Provincetown Film Institute. Il Fine Arts Work Center mette in mostra il lavoro di soci durante la stagione invernale fino a Febbraio-Marzo con inaugurazioni d’arte visiva tutti i venerdì sera e letture di scrittori tutti i sabato sera.

Quando il sole tocca la superficie dell’acqua è un bel modo per concludere la giornata ed iniziare la serata. Se fa freddo si può sempre vedere il tramonto dalla Herring Cove Beach,uno dei punti più belli di  PTown per ammirare il tramonto.

INFO: massvacation.it – bostonma@themasrl.it – FB Visit Massachusetts Italia

 

29 nov

“Applechusetts”: una NUOVA guida a tutto ciò che è mela nel Bay State

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PrintIl Massachusetts Office of Travel and Tourism (MOTT) debutta con Applechusettsuna guida ad ogni prodotto con le mele, incluse le esperienze e le tradizioni in tutto il  Commonwealth. Dagli storici frutteti alle antiche varietà di mele, agli irresistibili prodotti da forno ed al dolce sidro appena spremuto, le mele hanno fortemente influenzato il tessuto culinario ed agricolo del Bay State. Già con la raccolta delle mele si annuncia l’arrivo dell’autunno: ma questo è solo un assaggio di ciò che la mela rappresenta. Dai festival quali  Applefest o i famosi CiderDays alla cornucopia di sidro dei produttori locali che hanno re-inventato una bevanda della tradizione, il Massachusetts celebra le mele applechusettsin ogni forma. Le mele sono parte integrante alle esperienze stagionali, della cultura gastronomica e di bei ricordi campestri che si possono collezionare. Applechusetts è stata stampata e distribuita in occasione della 24° edizione dei Franklin County CiderDays, appena svoltasi agli inizi di Novembre in località varie del western Massachusetts. Il Massachusetts è “apple country” e la  Franklin County gioca un ruolo importante nel movimento dei produttori artigianali di sidro. Questa regione storicamente coltiva mele ed ha il vanto di organizzare il più longevo festival di sidro di tutto il Nord America.  Molti produttori oggi commerciali hanno mosso i primi passi della propria carriera ai CiderDays ed oggi giungono da tutto il mondo per apprendere le nuove tecniche e le innovazioni in questo campo.

La guida illustra oltre 50 meleti ove si possono raccogliere le mele in stagione – pick-your-own – i banchetti degli agricoltori, i produttori di dolci alle mele, gli eventi, e le sidrerie oltre a tutte le varietà di mele e le ricette locali, nonchè i consigli per l’assaggio del sidro alcolico.  Un’introduzione sulla vasta scelta di mele è per presentare la grande offerta dello stato, oltre ad un’ampia scelta di aziende agri-turismo. Un indice alla fine della guida cita i siti internet di MOTT e Massachusetts Department of AppleAgricultural Resources (MDAR) per ulteriori informazioni, cartine interattive ed altre informazioni sulle mele. Per generazioni i contadini del Massachusetts hanno coltivato circa 40 varietà di mele ed offerto ai residenti ed ai turisti il delizioso frutto coltivato nelle campagne dello stato, da gustare in diversi modi. Nel 2017 il valore del raccolto è stato di oltre $14 milioni di mele su oltre 1000 ettari di terra. Oggi, con il settore dell’agriturismo in crescita e con l’impegno promozionale, è più facile per la gente dello stato ed i visitatori dare supporto ai coltivatori e recarsi nei meleti  per trascorre giornate autunnali immersi nella natura, raccogliendo le mele direttamente dagli alberi. La versione digitale della guida è disponibile nel sito internet Massvacation.it .

INFO: massvacation.it – bostonma@themasrl.it – FB Visit Massachusetts Italia

18 ott

OCRACOKE (North Carolina): per CNN Travel é tra le “Best Islands in America”.

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TSUSA_logo_siteNel 2018 celebra i 300 anni della fine del pirata Barbanera, suo storico residente

 CNN Travel classifica l’isola di Ocracoke – nelle isole di barriera delle OUTER BANKS – tra le migliori isole in Nord America. Le OUTER BANKS sono disposte sul versante nord orientale della North Carolina: s’atterra all’aeroporto di Washington D.C. e con un’auto si percorre un breve tratto della Virginia per  approdare in questo paradiso di mare, dune di sabbia, ponti che sono opera ingegneristica e toccare ogni singola isola.

OcracokeSede della storica avventura aerea dei fratelli Wright con il primo volo partito da Kitty Hawk, sono un luogo remoto, nettamente separato dalle spiagge della Virginia o dai circa 90 km di spiagge di sabbia di Myrtle Beach in South Carolina. Ocracoke fu scoperta dai coloni inglesi nel 1585 quando Sir Walter Raleigh perlustrò la costa del North Carolina; dal 1700 fu abitata. E’ l’isola più a sud della Outer Banks, a sud di Duck, Nags Head, Kill Devil Hills ed Hatteras che accoglie anche un Parco Nazionale costiero. Non ci sono ponti, non c’é turismo di massa; accoglie traghetti o aerei privati sulle sue sponde di 25 km battute dalle onde dell’Atlantico. Due i traghetti dalla terra ferma al villaggio principale sul versante meridionale dell’isola – da  Swan Quarter e Cedar Island – con un pedaggio che varia a seconda del veicolo, ed un percorso delle durata di 2 ore e mezza. Un traghetto gratuito invece collega il versante settentrionale di  Ocracoke all’isola di Hatteras Island in un’ora di traversata. Ocracoke fu l’originale nascondiglio del pirata Blackbeard, ovvero Edward Teach che la considerò rifugio sicuro tra i suoi vari assalti alle navi. E fu qui che il pirata trovò la sua fine il 22 novembre 1718 durante una battaglia con le forze navali inglesi; quest’anno quindi se ne celebra il 300° anniversario. Taluni dicono che sia stato proprio il famigerato pirata a darle il nome  attendendo l’alba e sperando di sfuggire ai propri inseguitori; si pensa che pregasse “O Crow Cock, O Crow Cock“, ovviamente invano.

Qui la vita esce dai ritmi concitati. Si noleggia una bici, si curiosa nelle tante botteghe e gallerie d’arte. Nei locali si gustano ostriche e si beve birra: l’ Howard’s Pub ne é un esempio. Non c’é altro luogo ove “Ocracoma”, definizione per “sentirsi rilassati e star bene”, sia la miglior parola coniata. Alcuni definiscono Ocracoke “paradiso” e “magia, “la Perla delle Outer Banks”. Il suo isolamento fisico dal continente e dal resto delle Outer Banks, conserva la sua mistica ed il fascino che la pervade.

Gli alberghi sono limitati tanto da richiedere prenotazioni con ampio anticipo; oltre 300 gli appartamenti per affitti settimanali. Due i campeggi nel villaggio ed uno accanto all’oceano, gestito dal National Park Service. Il Villaggio Ocracoke é a sud dell’isola ove si trova il Silver Lake Harbor; in bicicletta si raggiungono tutti i posti possibili, così come a piedi. Ocracoke é anche famosa per le sue attrattive faunistiche: dai pony selvatici discendenti dai Mustang spagnoli, alle centinaia di uccelli migratori che rendono l’isola paradiso per gli appassionati di birdwatching. Il National Park Service ad Ocracoke offre sentieri naturalistici, passeggiate guidate e programmi per esplorare l’isola: dalle Turtle Talks alle Serata attorno al Falò, all’Arte del Mare per i bambini. I collezionisti di conchiglie e gli amanti della storia possono addirittura prendere un traghetto per una gita giornaliera, attraversando il canale verso un’isola disabitata ed intatta Portsmouth Island, un tempo il maggior insediamento alle Outer Banks. L’Ocracoke Island Lighthouse non é forse il più imponente tra i fari delle Outer Banks ma é il faro più antico ed ancora attivo della North Carolina ed il secondo per anzianità negli Stati Uniti. Amatissimo, alto solo una ventina di metri tanto da essere il faro più basso delle Outer Banks, che si erge sui 10 km² di Ocracoke Village, con il suo segnale luminoso che s’avvista dai 22 km dal canale interno Pamlico Sound e dall’Oceano Atlantico. Nel villaggio c’é anche un museo, l’ Ocracoke Preservation Society museum. A poca distanza dal villaggio oltre una ventina di km di spiagge di sabbia per prendere il sole, pescare, nuotare e fare surf. Le spiagge di  Hatteras Island ed Ocracoke Island sono gestite dal Cape Hatteras National Seashore Park e tutte le spiagge di Ocracoke sono libere e pubbliche con l’eccezione di chiusure stagionali per la posa delle uova delle tartarughe e la nidificazione degli uccelli. Tra i tanti eventi dell’anno ad Ocracoke il 4 Luglio con parate a fuochi d’artificio sul Silver Lake Harbor, l’annuale Fig Festival ad agosto, l’annuale Blackbeard’s Pirate Jamboree ad ottobre.

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08 ott

Fargo (North Dakota) è cool!

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TGAW - Horizontal - Tagline con statiNell’est del NORTH DAKOTA con circa 120 mila abitanti, FARGO sorge direttamente sul fiume Red River of the North che traccia il confine con il Minnesota. Insieme alla sua città gemella Moorhead tocca i 230 mila abitanti. Deve la sua nascita alla ferrovia della Northern Pacific, ed il suo nome a William G. Fargo, uno dei direttori della ferrovia ed anche il co-fondatore della famosa Wells Fargo Express Company. Dalle sue origini pionieristiche di fine ‘800 con saloon e bordelli e solo 600 anime, la sua crescita ad oggi è stata esponenziale, diventando un centro regionale importante per l’educazione, il commercio e la medicina. Ma è  lo spirito di Fargo ad ammaliare il viaggiatore ad iniziare dall’ironia della famosa cippatrice del film Fargo dei fratelli Coen, che da il benvenuto al Visitor Center.

Credit North Dakota Tourism

Credit North Dakota Tourism

L’assetto economico robusto in un ambiente gioviale, con ottime infrastrutture, un settore dell’istruzione della ricerca invidiabile ed una vivacità cittadina ricca di ristorazione, arte, cultura e cose divertenti da fare. L’energia di questa città unitamente alla sua vivibilità la rendono oltremodo “cool”: gente affabile, semplice, onesta, lavoratrice ed ospitale.

Ci sono almeno cinque buoni motivi per andare a Fargo e desiderare di visitarla. Il primo è  il sorprendente numero di gallerie d’arte e di musei. Si inizia con il Plains Art Museum, il più grande museo d’arte del North Dakota che mette in mostra esposizioni a livello nazionale, per arrivare alle gallerie d’arte intime quali la Ecce Gallery che espone artisti locali e regionali. La Rourke Art Gallery è sorprendente: dai pezzi di pop art di star quali Roy Lichtenstein, Joan Mirò e Pablo Picasso. Ma ciò che è formidabile è il sostegno che tutte le gallerie ricevono dai propri soci. La seconda qualità di Fargo è il suo vivace centro cittadino, fornito per altro di molti parcheggi. Qui si misura la vivibilità: boutique, decorazioni floreali, negozi d’antiquariato, empori di prodotti locali di artigiani creativi. I ristoranti sono autenticamente individuali, evitando le ben note catene americane. Si scopre a piedi il downtown con il suo iconico teatro – l’ Historic Fargo Theatre – con la scritta al neon che è la più fotografata. Costruito nel 1926 come cinema e teatro vaudeville, questo teatro magnificamente restaurato oggi proietta film indipendenti e stranieri ed organizza l’unico Film Festival annuale del North Dakota. E’ anche il luogo dei migliori concerti in città, oltre che essere nel National Register of Historical Places. Si sorseggia una buona birra artigianale da Drekker Brewing Company o da Fargo Brewing Company oppure si gusta un cocktail da Proof Artisan Distillers. Molti dei piatti tradizionali di Fargo-Moorhead subiscono l’influenza della tradizione migratoria tedesca e scandinava. Ma essenzialmente è l’esperienza del bisonte che non bisogna perdere a Fargo! Oltre ad essere il ben noto mammifero d’America è anche la mascotte della più grande università di Fargo –  NDSU – ed una delle specialità gastronomiche più richieste della zona. Si va all’ Hotel Donaldson per trovare nel menù l’originale HoDo Burger oppure l’Hanger & Gnocchi. Da Mezzaluna il Bacon & BBQ Bison Meatloaf è un’ottima scelta e da  Maxwells dal menù Max Bar le Bison Meatballs with Vermouth Cream Sauce sono ideali per chi vuole provare il bisonte ma non è pronto ad una bistecca intera.

Il terzo elemento che rende Fargo “cool” sono i 4 college che la città condivide con Moorhead, attirando studenti internazionali.   Per altro votata quale quinta città più attiva nel campo dell’ospitalità in America, ha un’organizzazione locale chiamata ‘Welcoming FM’ dedita al benvenuto ed all’integrazione della gente nuova in città. Il quarto motivo è la gamma d’intrattenimenti. Il  The Fargodome propone un calendario con grandi nomi della musica quali Ed Sheeran and Pink, ed attori quali Jim Gaffigan and Kevin Hart. Ci sono anche musical: nel 2019 sono in arrivo “Kinky Boots,” “The Sound of Music” e “Chicago.” Il quinto motivo è la vita outdoor e lo sport. Fa freddo a Fargo? Certamente, ma c’è anche tanto da fare in inverno, abbastanza per distrarsi! Il The Fargo park district ha 7 percorsi da sci di fondo completamente gratuiti e tre arene per pattinaggio su ghiaccio. Poi c’è hockey, pattinaggio e pure le lezioni di curling! Se si ama la motoslitta l’ East Central Valley Trail  offre oltre 300 km. di sentieri.

INFO: The Great American West – Italiahttps://greatamericanwest.it/

FB: The Great American West – Italia

23 set

Ponti coperti, mecenati, splendore architettonico e giardini d’autore a Cornish, New Hamsphire

By ThemaNuoviMondi

Cornish – villaggio di 1.600 abitanti circa, lungo le sponde del  Connecticut River nella Sullivan County – è famoso per due particolari attrattive:  la Cornish Fair che si svolge ogni anno ad Agosto ed i suoi quattro ponti coperti,  covered bridges. Sulla  Route 12-a é contornata da tanti piccoli villaggi: Cornish Center, Cornish Flat, Cornish City, Cornish Mills, South Cornish, Balloch, Squag City. Le strade statali del New Hampshire, Route 12 e 12 A, offrono belle vedute del versante orientale del Mount Ascutney, luogo primario per il deltaplano in New England: da qui gli appassionati volano verso i vicini stati confinanti. La montagna – che si trova nel Vermont, vicino al confine con il New Hampshire – si ammira dal campus del  Dartmouth College, dai piani alti della Rauner Library e dallo Steele Chemistry Building. Come altre cittadine della Upper Valley abbondano le attività outdoor: dalle camminate alla bicicletta, al rafting, nuoto e d’inverno snowshoeing

I ponti coperti di Cornish sono un vero record poiché nessuna altra località del New  Hampshire ne può vantare così tanti. Il più notevole é Cornish-Windsor Covered Bridge , che si estende tra le due sponde del Connecticut River ed é il più lungo ponte coperto del mondo a due campate, costruito nel 1866 al costo $9,000: 140 metri, vero e proprio collegamento tra New Hampshire e Vermont. Da non mancare il Blacksmith Shop Covered Bridge, il Blow-Me-Down Covered Bridge ed il Dingleton Hill Covered Bridge.

Nel 1763 coloni inglesi oltre a darle il nome di Sir Samuel Cornish, un ammiraglio della Royal Navy, vi s’insediarono usando le rive del fiume quale punto di trasporto degli alberi dei velieri  che venivano convogliati sulle acque fluviali. Nel 1885 il noto scultore Augustus Saint-Gaudens  vi si stabilisce nel 1885 per fare camminate e sfuggire dal caos estivo di New York. Visse in una maestosa dimora sulla cima di una collina circondata dal suo studio, dai giardini ed acri di foresta.  Oggi il Saint-Gaudens National Historic Site offre tour dei giardini con 150 sculture ed opere di Saint-Gaudens. Il paesaggio naturale è di per sé un’opera d’arte e merita passeggiate ed esplorazioni naturalistiche lungo i sentieri. Artisti ed amici seguirono Saint Gaudens; tra questi il pittore ed illustratore Maxfield Parrish, che disegnò e costruì la sua residenza in questa zona, Oaks.

Augustus Saint-Gaudens è conosciuto per la statua bronzea di Diana, un tempo sulla cima del vecchio Madison Square Garden. Il suo Sherman Memorial  risplende nell’angolo sud orientale di Central Park, ed il suo Peter Cooper Monument siede fermamente all’esterno della  Cooper Union.

Tutta l’area divenne il centro della ben nota Cornish Art Colony, una delle prime colonie d’artisti negli Stati Uniti e, similarmente ad altre in Connecticut, New York, Massachusetts e Dublin nel New Hampshire, la bellezza naturale paesaggistica, il clima ed il relativo isolamento stimolarono intellettualmente ed incoraggiarono vicendevolmente la varietà degli artisti residenti. La prima ondata di artisti vi giunse prima del 1895 e fu per lo più di pittori; tra i primi George de Forest Brush e Thomas Dewing. Ne seguirono altri: il pittore Henry O. Walker, l’architetto, pittore ed incisore  Charles Platt;il pittore ed incisore Stephen Parrish con suo figlio l’illustratore e pittore  Maxfield, il pittore e critico d’arte Kenyon Cox. Tutti acquistarono terre e vi costruirono residenze negli anni 1890. Alcuni, tra i quali il famoso scultore Daniel Chester French, il pittore  John White Alexander, lo scultore Paul Manship arrivarono per alcune estati come il Presidente Woodrow Wilson, che fece della dimora dello scrittore Winston Churchill autore di “Harlakenden House”, (incendiata nel 1923) la Casa Bianca estiva dal 1913 al 1915. La colonia alimentava una interrelazione tra diverse arti: pittura, scultura, decorazione, illustrazione, architettura, design di paesaggi, romanzi, giornalismo, teatro, poesia, critica, saggistica, composizione, musica, da Boston e da New York. Nel 1905 si stima che vi risiedessero circa 40 famiglie per buona parte dell’anno e taluni per tutto l’anno. L’arrivo nella colonia avvenne in tre fasi: artisti e scultori verso la fine del 1880 ed i primi anni del 1890; scrittori negli anni 1890, poi avvocati, dottori, politici e benestanti dopo il 1905.I giardini furono un denominatore comune della colonia. Estesi quelli di Thomas Dewing e Stephen Parrish, che andavano passo-passo con il design paesaggistico di  Charles Platt e delle sue protette Ellen Shipman e Rose Nichols. Stephen Parrish s’innamorò della bellezza pastorale di Cornish visitata insieme all’architetto di paesaggi Charles Platt, suo studente con casa a Cornish. Nel  1893, Stephen acquistò 18 acri di terra accanto a Platt e vi costruì una casa che chiamò Northcote. Trascorse i dieci anni successivi  lavorando al giardino che fu considerato dai più il più bel giardino di tutti i giardini della colonia degli artisti. Fu proprio per la bellezza della campagna così come per le abitazioni ed i giardini degli artisti che Stephen Parrish fu ammaliato da Cornish ed il suo famoso figlio – Maxfield – seguì le orme paterne pochi anni dopo, costruendo una casa, uno studio ed un giardino cintato. Le case erano strettamente correlate ai giardini; zone indoor ed outdoor inquadravano le vedute. Come in Toscana anche a Cornish costruire era una sfida, ma la genialità stava proprio nel comprendere il paesaggio. Dal 1893 al 1910 Stephen aggiornò un diario dettagliatamente sul suo giardino, includendo appunti sul clima, gli uccelli, le attività giornaliere, gli acquisti per il giardino, la lista delle piante (incluso quelle che crescevano bene) e ritagli di giornali sui giardini. Generose le informazioni sulle tele dipinte e sulle visite che riceveva. Quando la nipote Anne Bogardus Parrish morì a sua volta nel  1966, lasciò il prezioso diario al Dartmouth College. Northcote è il giardino meglio documentato di tutta Cornish e non solo attirò attenzione, fu fotografato e descritto in House and Garden, The Century Magazine e Country Life in America, e fu anche pubblicato in due importanti volumi sui giardini, American Gardens di Guy Lowell e Beautiful Gardens in America di Louise Shelton.

Artisti e mecenati a Cornish costruirono un numero di  dimore architettonicamente notevoli. La maggior parte del patrimonio della Cornish Colony si trova in un raggio di 5kmi nell’angolo nord orientale di Cornish e a sud-ovest di Plainfield. Gli edifici d’epoca della Cornish Colony e le strutture nei villaggi di Plainfield e Cornish includono residenze, fienili, rimesse per carrozze, studi, strutture e giardini ancillari, istituzioni sociali ed edifici pubblici. Una decina di proprietà a Cornish e Plainfield sono da attribuire al ben noto architetto e residente nella colonia, Charles Platt, che miscelò influenze americane con quelle di ville italiane. Oltre agli interventi di Platt seguendo lo stile delle ville italiane, le residenze costruite in questo periodo generalmente mantengono influenze di stile quali Colonial Revival, e motivi Shingle e Craftsman.

credit to SEAN HURLEYIn epoca moderna un altro importante scrittore americano, autore del famoso libro The Catcher in the Rye (Il giovane Holden), J.D. Salinger ha risieduto a Cornish. Vi si stabilì da NYC nel 1953, trascorrendo il tempo con i locali e con studenti liceali, fino a quando repentinamente decise di vivere una vita maggiormente appartata, stile eremita. Dopo il 1959 – infatti – raramente si vedeva circolare  Salinger. Visse a Cornish e morì in un ospedale della zona il 27 gennaio 2010, all’età di 91 anni.

Si può effettuare un tour di 120 km che racchiude l’intero patrimonio storico culturale della zona, iniziando e terminando a Claremont.

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per UFFICIO TURISMO del NEW HAMPSHIRE www.visitnh.gov

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